« Doomed planet. Desperate scientists. Last hope. Kindly couple. »


Avrete capito che mi è venuto Superman, personaggio col quale non ho mai avuto un rapporto facile. Mai vuol dire fino a qualche anno fa, quando lessi la graphic novel It’s a bird di Steven T Seagle, dove ad uno scrittore di fumetti offrivano di sceneggiare la testata più importante (in america ne ha 4 mensili) dell’uomo d’acciao. Lui resisteva, non voleva e si giustificava in mille modi, fino a rendersi conto che Superman era diventato un personaggio così popolare da essere usato da ognuno come specchio delle proprie convinzioni sul mondo, in positivo e in negativo.

Ma al di là di questo piccolo gioiello, che mi fece fare pace con uno dei supereroi più tralasciati dalla mia adolescente passione per le nuvole, bisogna riconoscere che Superman, nell’immaginario collettivo si è sedimentato come insopportabile precisino (come topolino, per dire) e tutti amano invece l’eroe imperfetto, a la Batman (o paperino, per dire).

C’è voluto Grant Morrison, con la sua assoluta capacità di reimmaginare il personaggio, per svecchiarlo agli occhi del mondo. Allora se potete fatevi un favore e leggetevi All Star Superman e vedrete che merita.

Quella del titolo è la maniera ipersintetica con cui, nella prima pagina del fumetto Morrison racconta le origini, che prendono sempre tanto spazio. Ma le origini di Superman le conoscono tutti.

Per le opinioni di Morrison sugli altri supereroi, per farvi un’idea di un’autore che io personalmente idolatro a giorni alterni (uno ogni 3. Gli altri giorni sono per Alan Moore e Warren Ellis. La domenica è per Gaiman) qui

Per il mio fichissimo superman molto ’50, qui sotto

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I vendicatori. RECE


Innanzitutto sappiate che io gli spoiler li faccio. se non avete ancora visto il film, sappiatelo. SPOILER

quindi d’ora in poi anche SPOILER

capito, SPOILER

quindi, ripetiamo, SPOILER.

se è chiaro, inizio.

Joss Whedon al suo primo cinepanettone estivo in grande stile (speriamo ce ne siano altri) non delude. Riesce a prendere tutti i supereroi che hanno fruttato negli scorsi anni pacchi di soldi alla marvel e come richiesto dalla ditta, confeziona il filmone di supereroi definitivo.

A mio modo di vedere Whedon poteva giocarsela solo con gran dialoghi e dosi massicce di ironia, che erano abbastanza presenti solo nel franchise di Iron man, sicuramente non in quelli di cap, thor, e del redivivo hulk. Mischiate tutto con pesanti dosi di uiverso Ultimate ed ecco una buona versione degli avengers originali, svecchiati almeno in alcuni atteggiamenti anni ’60 che le loro controparti a fumetti si trascinano da tempo e mandati nell’arena. Gran parte del film è preparazione alla battaglia finale. Battaglia che soddisfa tutte le aspettative di qualsiasi marvel fan che si rispetti, turgida e lunghissima, ma per fortuna inframezzata da sketch comici degni (sì, sto parlando del pugno di Hulk). Il resto della pellicola, la parte iniziale, è presentazione, battute, scaramucce tra i vari personaggi, nella più brillante tradizione marvel, per cui prima di picchiare il cattivo i buoni devono menarsi a coppie nemmeno fosse un quadrangolare.

lo spezzone finale post titoli di coda lascia pensare che il prossimo avengers ripeterà grossomodo questo, ma con un cattivo più potente.

l’umorismo di questo film mi ha convinto, l’azione pure. l’unico neo è che in mezzo a dialoghi brillanti ed esplosioni a nastro, la parte sacrificata è una seria costruzione dei personaggi, cosa che tra l’altro sarie stato sorpreso di trovare.

Bello, veramente. Un pò superflui a mio modo di vedere Occhio di Falco e la Vedova, che sembrava servissero più che altro a non far sentire solo Cap in mezzo a gente che spiana i palazzi a scoregge.

per voi avengeristi, un cap disegnato in tutta fretta con proporzioni e prospettive ridicole, in puro marvel style

il nostro vecchio amico il Megalomartire


Questa la capiscono solo gli Arroganti, la setta segreta tipo tana delle tigri dove mi hanno addestrato al disegno acrobatico da sbronzia alle 4 del mattino. Allora abbiamo iniziato la coloritura con toni primavera/autunno, poi abbiamo cambiato la postura della principessina genuflessa sulla destra a schiaffoni. Abbiamo anche iniziato a parlare di Noi al plurale che non va bene. Torniamo al singolare. Ordunque il megalomartire si fregia del technicolor. E pure o’drago.

VS Sherlocks


Da un pò volevo parlare di una questione bizzarra. Negli ultimi 2/3 anni ci sono stati 2 films diretti da guy ritchie su SH (Sherlock Holmes) e una miniserie (2 stagioni) della BBC con lo stesso protagonista, scritta dal talentuoso Steven Moffat, e ricontestualizzata ai giorni nostri.

Per stesso protagonista intendo SH, che nei films di ritchie è RDJ (Richard Downey Junior) uno dei più grandi attori della sua generazione, di cui avremmo tanti bei film in più non si fosse bruciato metà della carriera strafatto della qualsiasi. Però voglio dire, ci ha regalato Iron Man, Chaplin e… ok, non ho voglia di guardare su imdb, perchè charlie bartlett e gothika non sono capolavori. forse forse scanner darkly, che lì in effetti un bel ruolo lo facevano tutti. Di fianco Jude Law, che fornisce un Watson credibile e perfetto quanto noioso.

Nella mini britannica invece c’è Benedict Cumberbatch, controfigura vivente del Sandman Gaimaniano, affiancato dal prossimo Bilbo Baggins, l’emerito Martin Freeman (guida galattica qualcuno?).

Ora, dal mio punto di vista entrambe le interpretazioni si discostano dall’originale. I film predano il mai sfruttato a dovere filone steampunk con trovate bizzarre e sketches di circostanza. Ci riescono molto meglio, per dire, della lega degli straordinari paraculi gentiluomini, o di wild wild west, e quindi in definitiva, bravi.

La serie invece è una cosa un pò alla Mentalist, ma scritta molto meglio e con attori ancor più bravi. Ruota tutta intorno alla formidabile intelligenza analitica di SH, lasciando spazio a Watson per identificarsi con lo spettatore, o viceversa. Cosa che riesce molto bene, a mio parere.

E qui inizio a dire la mia (con SPOILERS e alettoni vari)

I film non mi hanno entusiasmato. Sono due gradevoli ore di intrattenimento all’americana che raccontano di un tizio che con SH c’entra poco e un cazzo, dai particolari più superficiali (il cappello da minchione) a quelli che descrivono un pò di più il personaggio (SH di sti film è un lottatore che stende Blanka 10 volte su 10, solo col mignolo, mentre tira pedate in culo a Wolverine). A me lascia perplesso. Un conto è modernizzare, reinterpretare, un conto è chuck norris che tenta di risolvere casi tra una cazzata e l’altra che combina, con una spalla che è decisamente più intelligente di lui, che viaggia il mondo perchè un’avventura (sono film d’avventura, no?) presuppone il viaggio, l’incontro con l’ignoto, la sfida contro il tempo. Ecco, in due film mi sono pure divertito, ma i personaggi erano tratteggiati col pennarello grosso e la fondamentale alchimia tra SH e Watson manca proprio.

Nella serie, per contrasto mi è sembrato proprio questo il punto vincente. SH e Watson sono coinquilini e “amici” nel senso che sono attratti da un buon mistero alla stessa maniera. SH non deve passare mezz’ora a convincere Watson a seguirlo. Il loro rapporto, poi, dai tabloid viene chiaramente sospettato di essere più che amichevole, e loro riescono a giocarci, in una società moderna dove questo è un problema solo per un politico italiano che inizia per Gio e continua per Vanardi. Nei film ho cercato, una volta vistolo nella serie, questa possibilità di scherzare sul loro rapporto, ma manca, è ingessata, buttata là stereotipicamente da commedia americana (non commedia degli equivoci, così lieve e strutturata che uno si balocca stupito per vedere dove si va a finire).

E mentre lestrade ci fa la figura del cioccolataio da tutte e due le parti, Moriarty e Irene Adler brillano nella loro versione televisiva, e diventano pedine scontate di una narrazione (quella filmica) che ormai ci ha abituato ad aspettarci il colpo di scena al minuto x.

Sicuramente il problema dei film è di avere troppo poco tempo per raccontare troppo, ma onestamente non mi sembra abbiano nulla da raccontare sti film.

PS. il Moriarty della serie televisiva è il pazzo più furioso che si sia visto dai tempi di Tyler Durden. 😉

Il Cavaliere


Non quello del burlusque, l’altro che sto disegnando da giorni ormai (più di due non li conto più). Ecco qui San Giorgio è diventato cavaliere. Ora vi domando: siete soddisfatti e passo alla colorazione o avete richieste da fare? Un paggio, cani, i sette nani? Se avete richieste da fare fatele in fretta che io domani inizio a colorare, e poi si vede come viene fuori. Ma ditemi, vi siete accorti che il cavallo non l’ho disegnato a memoria? Non ho infatti tutta questa esperienza per disegnare un cavallo senza modello. E allora arriva il motore di ricerca, la ricerca, e alla fine riesco a fare diventare san giorgio un cavaliere. spero vi piaccia 🙂

il megalomartire II – la vendetta


Secondo giorno con S.Giorgio e già me ne pento. Nessuno di voi a dirmi che era una idea del cazzo. Ma al secondo giorno, come potete notare dal disegno, si vedono già tutti gli elementi che volevo inserire nell’opera e che stentano. La città è troppo a destra e la pulzella in pericolo troppo piccola per dove è piazzata. Problemi da risolvere, e domani, forse li risolvo. O mi rompo tantissimo e san giorgio diventa un’incompiuta. Suspence alle stelle eh? vedremo.

ps. se riesco ci metto anche il cavallo, che s.giorgio era, per dire, cavaliere.