Only the young have such moments. I don’t mean the very young


Un momento e una riflessione, sulla morte di Ray Bradbury. Mentre i giornali si scappellano tra loro a chi dice farenhait 451 più volte, con una dabbenaggine e una scontatezza fuori di misura, a me il libro che è più piaciuto di Bradbury era L’estate incantata. In originale era Dandelion Wine, e lo lessi giovane, pubblicato in uno di quei libricini che cominciavano ad andare da parte dei Giornali, sulla scia dei 1000 lire. Pensavo che avrei potuto leggere una quantità di robe assurda, che i libri sarebbero costati poco e io avrei avuto sempre voglia di leggere. Ma non è andata così.

Prima di continuare, una precisazione, per non incorrere nel vostro odio se pensate che io non ami Farenhait. A me è piaciuto molto, così come un pò mi piacque anche il film, così come mi è piaciuto quella sorta di remake d’azione che era Equilibrium, con Christian Bale e Sean (muoio sempre io) Bean. L’idea di Farenhait, come quella di molte distopie dell’epoca era geniale e provocatoria. Ingenua forse, ma potente e cattiva abbastanza.

L’estate incantata invece parlava di un ragazzetto che io ho sempre immaginato fosse il giovane Bradbury, e distillava da un lato le emozioni che colgono tutti i preadolescenti del pianeta, dall’altro, senza metterci un solo elemento straordinario, ti trasportava in un mondo fantastico dove riuscivi a sentire la passione che aveva il ragazzino Bradbury per una buona storia, un buon mistero, la giusta dose di scoperta.

Di quella mia età, ricordo che leggevo molto. non esistevano le psp o i nintendo ds, e comunque un buon libro era irresistibile. Ci scoprivi dentro molto di più.

Quello che voglio dire è grazie. Grazie a Ray Bradbury, a Isaac Asimov, a Robert Hanson Heinlein, e anche a Terry Brooks e Joe Dever, che mi hanno dato le parole per scrivere, e le idee per immaginare. Sarà per questo che proprio mi viene difficile parlare di patologie o di resoconti di fine anno scolastico. Ho imparato a parlare d’avventura, e raccontare di fatti quotidiani mi va stretto, quando scrivo.

Grazie perchè ogni ragazzetto è un mondo che vuole solo crescere, e le cose che queste persone hanno scritto ne hanno aiutati molti a diventare uomini, a difendersi dalla noia, a a passare pomeriggi felici.

Grazie.

ps. il titolo è chiaramente l’apertura della linea d’ombra di Conrad, che in una pagina ti spiega tutta la vita dell’uomo dalla nascita all’età adulta.

pps. l’ultima cosa scritta da Bradbury

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