prometheus bene


Allora. Oggi recensione Prometea. Prima di tutto, film discreto, Buonissimi attori e Regia in forma. Storia con buchi che se avete voglia diventano imperdonabili, altrimenti ve la mettete via e sembra Shining. Cioè in Shining mica volevate linciare il regista perchè non vi spiegava tutto, no? Qui invece Internet si divide e metà lo considera un bel film (7,5 su Imdb, 73% rotten tomatoes), l’altra metà il clone malfatto di Alien.

A questo punto, per articolare la mia critica, devo introdurre SPOILERZ a manetta.

SPOILERZ.

e questa parte, sia chiaro, se non avete visto il film, non la dovete mica leggere. Se la leggete vi cascano gli occhi e vi esce un chestbuster dallo stomaco.

Ad ogni modo.

Il film è debitore a mio modo di vedere a quella miriade di film fantascientifici a budget risibile degli anni 50, 60 e forse pure 70. Quelli dove si cercava di mischiare lo spazio profondo coi vampiri, per dire, dove c’era sempre la spedizione che per cazzi sconosciuti o ridicoli si infilava nell’astronave/pianeta del terrore, e via di morti violente e urla nello spazio.

Dove non ti sentono.

Laddove Alien ha definitivamente svecchiato quel genere, rendendolo scuro e sporco e iperrealistico, e calcando sull’elemento horror (più economico e fattibile) Prometheus sembra un’omaggio a quel genere ormai morto e riprende quindi più gli elementi di azione e scoperta, lasciando all’orrore il ruolo di catalizzatore, piuttosto che di protagonista.

La trama è riassumibile come segue.

Antefatto 1: un omaccione traslucido viene lasciato su un pianeta (la terra?) e si sacrifica, decomponendosi a livello molecolare per spargere il proprio dna nell’ambiente e popolare il mondo alla maniera che ci ha insegnato Darwin.

Antefatto 2: nel 2089 due archeologi in amore scoprono alla maniera di roberto giacobbo che ci sono contatti tra tutte le civiltà antiche e gli omaccioni traslucidi. Ciò fortifica la loro teoria per cui questi ci hanno creato e ci chiedono, una volta progrediti, di andare a trovarli.

Prima parte: nel 2093 l’astronave prometheus con a bordo 17 uomini e un androide va a trovare questi presunti progenitori dove le mappe interstellari indicano il randez-vous. Arrivano sul pianeta, ommammachebbello e scoprono il tumulone sotterraneo. Prima ricognizione interrotta per tempesta supercazzola di silicio come fosse antani carico elettrostaticamente con l’anima de li mortacci tua. Tutti tornano tranne 2 macchiette inutili e destinate alla morte.

Seconda parte: le macchiette muoiono come previsto, l’androide si rigira tutti a bordo della nave, il capitano si rigira charlize theron e scopriamo che il gran bastardo Weyland, il multimiliardario che ha pagato tutto questo casino di esplorazione, è a bordo della nave, e vorrebbe sfruttare le conoscenze genetiche dei progenitori (gli ingegneri) per vivere in eterno. L’androide da il via ad una delle cose più convolute della storia del cinema, dove contamina l’archeologo maschio che si bomba l’archeologa femmina che quindi cova una sorta di primordiale facehugger. A sto punto l’androide come sempre nei film di Alien le dice “stai ferma così che ti congeliamo e ti riportiamo giù” ma l’archeologa (che sarebbe la protagonista) si autoopera ed estrae lo schifone appena in tempo. Poi via di punti in metallo (!) e stiamo tutti bene.

Terza parte: uno degli ingegneri è ancora vivo, in criosonno. Il multimiliardario, l’androide e gli amici vanno a svegliarlo per fargli l’interrogatorio, pessima idea perchè questo li asfalta tutti a manate e cerca di azionare la nave (sì, il tumulone nascondeva un’astronave) per andare a popolare la terra di armi biologiche (leggi aliens). Gli sarà impedito dal capitano di colore, cosa che poi porta alla morte di tutti tranne l’archeologa e l’androide, però smembrato, che partono per andare a chiedere a sti stronzi di ingegneri perchè ci hanno creato? È una coincidenza? Noi di voyager crediamo di no!

Su tutti brilla Michael Fassbender, che interpreta l’androide David, che ha un’idea molto disillusa di tutto il viaggio alla scoperta dei propri creatori, perchè lui I propri (gli uomini) li conosce già e lo deludono costantemente, trattandolo come un oggetto. Questo lo porta a stare vicino al proprio “padre” fino al momento della terribile verità che anche il suo creatore altri non è che un egoista, qualcuno che non lo considera.

In questa maniera David assapora il momento in cui il proprio creatore scopre questa verità, da lui sempre conosciuta, che ha velato di amarezza tutto il suo viaggio, forse tutta la sua vita.

Anche gli altri protagonisti hanno vicende legate a doppio filo alla figura paterna/Dio e questo film sembra un trattato sull’edipo irrisolto.

Per il film è usato lo stesso universo narrativo di Alien, e si espande sulla civiltà che ha creato gli xenomorfi, che si vede nella prima metà del primo film della serie.

È comprensibile visto che Alien e prometheus c’entano come nutella e gamberetti che Scott abbia continuato a smentire che questo era un prequel. Ad oltranza.

Aveva pure ragione visto che a fronte di mesi di questa litania si trova in giro gente che ci vede dei buchi con la storia originale, quando questa si svolge su un altro pianeta, in tempi diversi e con protagonisti e tematiche differenti.

In definitiva, se volete pensare e non vi spaventano le domande e I particolari irrisolti, un buon film.

La colpa è tutta di lindelof, che ha trascinato nell’abisso lost e si porta dietro un sacco di gente che ancora lo odia per questo.

Bonus: la scena finale collo xenomorfo blu vagamente paperino. 🙂

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