Skyfall cacchio


Cioè, parrebbe che l’ultimo film di James bond faccia parecchio skyfall, e invece.

Preludio narrandovi che per me JB è immancabilmente quel manzo di Sean conneri coi capelli, e l’atmosfera che giustamente lo accompagna è quella anni 50. 60 se proprio ci vogliamo allargare.

A me il damerinismo di certi Bond è sempre stato sul culo dal primo momento, che non si fosse capito Connery era MASCHIO, e non una fighetta gnè gnè come Moore e Dalton e Brosnan.

Il povero sfortunato incidente di Lazenby ancora devo vederlo. Chissà mai che un giorno….

però

Però sto Bond Reboot collo scafista albanese a me piace e convince fin da quando, riprendendo il romanzo di Fleming Casinò Royale la bond band mi ha confezionato un film secco, asciutto, moderno e veloce quanto basta, ma infarcito della pericolosissima bella vita che un film di Bond dovrebbe avere.

Poi certo è arrivato Quantum of Solace, troppo lungo e tirato, troppo attuale e vero nella scelta dei cattivi, e tutti a dire che Bond non sarebbe durato.

A questo punto vi devo parlare di Skyfall, o Cielcaduta, se fossimo in un film d’Harry Potter. quindi metto qui la scrittona

SPOILERONI GIGANTI IN CULO A CHI VA OLTRE

e comincio:

Skyfall è un film dalla regia buonissima e dalla fotografia sorprendente. Siccome il tema del film è l’ombra, e James Bond è stato per decenni rappresentato da una silohuette, metà del film riprende questa idea. E però è girato così bene che ci pensi solo alla fine che poteva essere una scelta voluta, e poteva finire male, e invece successone.

Gli attori sono buoni.

Craig resta fuori parte giusto nell’interludio iniziale in cui Bond ha dei dubbi sulla sua identità

Judi Dench bravissima ma tanto che ve lo dico affà

Javier Bardem ormai può farmi kurtz di Apocalypse now ogni giorno della settimana e se serve su un braccio solo.

Ralph Fiennes davvero dobbiamo parlarne o diamo per scontato che in 10 minuti fa tutto quello che deve fare e bene?

Il percorso ideale che segue questo Bond, partendo da Casinò Royale scarno di mitologia Bondiana è ricostruire in un tripudio di citazioni, lip service e omaggi la figura classica di Bond.

Detto ciò, e saputo che dovreste andare a vederlo a prescindere, la storia è più o meno questa:

Bond insegue un pericoloso sconosciuto a Istanbul, sui tetti del gran bazaar colle moto da cross e finisce sul tetto di un treno, tanto per non farsi mancare i topoi del genere spy. M lo fa sparare e JB viene dato per morto. Partono i titoli di testa e ci pare di capire che Bond o qualcuno nel film è un Baratheon, vista la copiosa messe di cervi che compaiono in controluce sulle note di Adele. O quello o lo fanno cornuto parecchio.

Insomma JB dato per morto e il cattivone di turno esplode il palazzo del MI6, sede di tutto il servizio segreto di sua maestà.

Allora JB che stava dando fondo alle riserve d’alcol di tutta la turchia da solo, e ha bevuto pure una birra, in mezzo a whiskey, brandy, rum e altro, sto disgraziato sente dell’attentato e torna in patria, lercio com’è, per salvare la regina, o qualcosa di simile.

Qui fallisce tutti i test per essere rimandato sul campo, ma tanto a noi che ci frega e lo mandano lo stesso, a shangai a pigliare il pericoloso sconosciuto dell’inizio film.

A Shangai Bond fa il primo morto del film e ciò lo conduce in un casinò a Macao, con tanto di ingresso in smoking in locale asiatico pulp anni 30 con femme fatale incorporata e draghi di comodo cattivissimi e affamati di carne umana. Da qui è un attimo a servirsi della Bond girl di turno per arrivare dal Villain del film, l’ossigenatissimo e plasticoso clone del joker di ledger, interpretato dall’ottimo Javier Bardem.

Sto personaggio è un hacker formidabile e lo si capisce dal fatto che in una stanza piena di rack server senza i server dentro, con 4 computerini fatti a mano in puro stile modder cyberpunk, lui pianta dei casini epocali

Qui purtroppo la ragazza sfortunatamente ci lascia, e il cattivo è preso e portato a Londra.

Salta fuori che proprio come in The Dark Knight di Nolan o nei Vendicatori di Whedon il cattivo voleva essere catturato, e qui ve lo dico, sta roba ha saltato lo squalo a bordo del cammello, il prossimo film me lo dovete catturare nella scena iniziale il cattivo, che sennò si è già capito che se lo catturi a metà film era tutto un piano elaborato al limite della sospensione dell’incredulità.

Quindi esplode della roba, poi spari, poi esplode roba di nuovo. Alla fine Bond porta M che è l’obiettivo vero del cattivo nel suo casale scozzese color depressione, con la vecchia aston martin di Connery, dell’epoca d’oro.

Chiaramente è una trappola di una stupidità abissale, ma alla fine Bond avrà ragione del cattivo, che per sugellare la sua spietatezza, e dimostrarci che è il male assoluto mitraglia l’aston martin d’epoca fino a farla esplodere. Dannato.

Quindi in definitiva: film veramente bello, non solo come bond movie, ma anche.

La menata che Bond beve birra adesso è pretestuosa e ridicola e tutti quelli che ci hanno versato fiumi di inchiostro dovrebbero adesso berlo. Bond è fondamentalmente un alcolista in questa sua versione. E beve qualsiasi cosa gli mettano davanti, anche con gli scorponi attaccati.

A tutti i bond fan che cercano una continuity tra questo film e quelli di connery e quelli di moore dico solo: immaginatevi che ogni Bond interpretato da un attore diverso sia in un universo parallelo. dormirete sonni più tranquilli.

Da ultimo, nel momenti in cui Craig non fosse più disponibile per fare Bond io proporrei quest’uomo qui 🙂

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