Star Zingaro 3


Chiedo venia per il clamoroso ritardo a chiudere il trittico, Hacca. E la principessa? chiederanno i più acuti. Vi da soddisfazione essere arguti? Continuate pure.

I beg your forgiveness for the delay in ending this triptic, Hacca. And what about the princess? will the most clever of you ask. And how’s that working out for you? Being Clever? Well keep it right up.

hacca


					

Ciao Hayao


ciao hayao

Hayao Miyazaki non è morto. Lo dico per tutti quelli che hanno trattato il suo ritiro dall’attività con tutta la tristezza e la nostalgia che le rockstar si beccano solo quando ci lasciano le penne. Mi è sembrato così strano questo atteggiamento che ho cercato di capire nel mio piccolo perchè a me stava tanto sul cazzo. L’atteggiamento, intendiamoci, mica Miyazaki.

A me l’animazione giapponese piace da quando Ghezzi a tarda notte fece andare Akira di Katsuhiro Otomo, da quando cercai di registrarlo su vhs e ci riuscii pure, ma Ghezzi maledisse me e un’intera generazione di cinefili nottambuli con Tetsuo l’uomo d’acciaio.

Miyazaki secondo me è bravo, è un genio e un gran lavoratore.

Solo poche cose sue non mi sono piaciute, e solo per alcuni piccoli particolari.

Intendo dire che se vedo una cosa di Miyazaki mi commuovo, mi emoziono, mi piace.

Però,

Però Miyazaki è riconosciuto da molti come l’animazione giapponese. Come se da noi in Italia Fellini fosse stato il cinema. Quello che intendo dire è che il ritiro di Miyazaki dall’animazione non aprirà la strada a tanti altri registi di film di animazione, del sol levante o meno, bravi tanto quanto Miyazaki e che forse possono dare nuove sfumature al modo in cui guardiamo all’animazione in Italia, per dire. Per tante persone che conosco il ritiro di Miyazaki è la morte della parte che poteva godere di cartoni giapponesi anche da adulta, perchè Miyazaki arriva in sala, al contrario degli altri che rimangono a casa loro o arrivano solo su video.

La mia rabbia e frustrazione è con la miopia di chi importa l’animazione estera e ha solo sfruttato un nome grosso per proporci per pochi anni i suoi film e che ora si ritirerà in buon ordine finchè un’altro film d’animazione giapponese (e succederà) vincerà un oscar.

 

Nel mio piccolo vi dico, se ci riuscite, se li trovate guardatevi:

 

qualsiasi cosa di Satoshi Kon, regista a mio modo di vedere bravo tanto quanto Miyazaki, ma morto un paio d’anni fa, ancora relativamente giovane.

 

L’illusioniste di Sylvain Chomet, già creatore di Apputamento a Belleville e autore che a me personalmente prende più di Miyazaki.