Ciao Hayao


ciao hayao

Hayao Miyazaki non è morto. Lo dico per tutti quelli che hanno trattato il suo ritiro dall’attività con tutta la tristezza e la nostalgia che le rockstar si beccano solo quando ci lasciano le penne. Mi è sembrato così strano questo atteggiamento che ho cercato di capire nel mio piccolo perchè a me stava tanto sul cazzo. L’atteggiamento, intendiamoci, mica Miyazaki.

A me l’animazione giapponese piace da quando Ghezzi a tarda notte fece andare Akira di Katsuhiro Otomo, da quando cercai di registrarlo su vhs e ci riuscii pure, ma Ghezzi maledisse me e un’intera generazione di cinefili nottambuli con Tetsuo l’uomo d’acciaio.

Miyazaki secondo me è bravo, è un genio e un gran lavoratore.

Solo poche cose sue non mi sono piaciute, e solo per alcuni piccoli particolari.

Intendo dire che se vedo una cosa di Miyazaki mi commuovo, mi emoziono, mi piace.

Però,

Però Miyazaki è riconosciuto da molti come l’animazione giapponese. Come se da noi in Italia Fellini fosse stato il cinema. Quello che intendo dire è che il ritiro di Miyazaki dall’animazione non aprirà la strada a tanti altri registi di film di animazione, del sol levante o meno, bravi tanto quanto Miyazaki e che forse possono dare nuove sfumature al modo in cui guardiamo all’animazione in Italia, per dire. Per tante persone che conosco il ritiro di Miyazaki è la morte della parte che poteva godere di cartoni giapponesi anche da adulta, perchè Miyazaki arriva in sala, al contrario degli altri che rimangono a casa loro o arrivano solo su video.

La mia rabbia e frustrazione è con la miopia di chi importa l’animazione estera e ha solo sfruttato un nome grosso per proporci per pochi anni i suoi film e che ora si ritirerà in buon ordine finchè un’altro film d’animazione giapponese (e succederà) vincerà un oscar.

 

Nel mio piccolo vi dico, se ci riuscite, se li trovate guardatevi:

 

qualsiasi cosa di Satoshi Kon, regista a mio modo di vedere bravo tanto quanto Miyazaki, ma morto un paio d’anni fa, ancora relativamente giovane.

 

L’illusioniste di Sylvain Chomet, già creatore di Apputamento a Belleville e autore che a me personalmente prende più di Miyazaki.

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